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Turismo, è boom in Riviera. Il segreto? “Gente nuova e torna la terza età”

Riccione, 4 luglio 2021 – La pandemia può essere anche un’occasione soprattutto se uno degli effetti è il tutto esaurito in spiaggia. “Tante persone stanno scegliendo la nostra riviera romagnola e si prospetta una estate molto buona con tante richieste di prenotazioni. In diverse zone del litorale sarà impossibile trovare ombrelloni in agosto”. Diego Casadei è il presidente regionale del sindacato dei bagnini Oasi, nonché presidente della Cooperativa bagnini di Riccione. Nei giorni scorsi le cooperative della costa romagnola si sono incontrate per fare il punto sull’andamento delle prenotazioni, e il quadro emerso è di quelli da stampare il sorriso sul volto dei bagnini.

Casadei, ha già occupato tutti gli ombrelloni?
“Le prenotazioni e le richieste sono tante e questo accade in modo generalizzato sulla riviera romagnola. Stiamo parlando di stime, perché i conti andranno fatti alla fine, ma si prospetta una buona stagione e un buon agosto”.

Ci sono bagnini che hanno dovuto chiudere le prenotazioni?
“Si, ovviamente questo non accade ovunque, ma ci sono zone dove questo è già avvenuto per la parte centrale della stagione, anche qui a Riccione”.

A Cattolica i bagnini pensano di stoppare i pacchetti all inclusive con gli alberghi vista la mole di richieste.
“Sta accadendo. Soprattutto in agosto avremo molte zone con il tutto esaurito”.

Siamo tornati alle presenze in spiaggia pre pandemia?
“Sarà una bella estate, ma è difficile fare paragoni perché dobbiamo tenere conto che per effetto del distanziamento il numero delle ombre è diminuito. Potremmo dire che in media abbiamo un -15%, ma il dato è variabile a seconda della grandezza e caratteristiche degli stabilimenti che si trovano in riviera”.

Quali sono le ragioni del tutto esaurito?
“Oltre al numero minore di ombre c’è stato il ritorno importante in termini numerici del turismo sociale della terza età. In passato li vedevamo in giugno e settembre, quest’anno si è concentrato nella parte centrale dell’estate e questo aumenta l’occupazione”.

Hanno atteso la seconda vaccinazione prima di partire…
“È una stagione che subisce gli effetti della pandemia”.

Come la difficoltà a varcare i confini europei?
“Anche. C’erano italiani che preferivano andare all’estero in estate ed invece hanno deciso di passarla qui. Altri che sceglievano località in zone diverse del Paese ed invece hanno prenotato in riviera. Questa per noi è anche un’occasione importante per dimostrare il livello dei servizi che abbiamo raggiunto. Siamo diventati famosi per l’ospitalità, oggi possiamo dimostrare ciò che siamo in grado di fare. Nonostante le incertezze che subiamo in merito al futuro delle concessioni demaniali, tanti bagnini continuano a investire”.

Sarà un’ottima estate, ma i prezzi?
“Se ci riferiamo a quelli offerti dagli stabilimenti, siamo in linea con gli anni scorsi. In qualche caso ci possono essere dei ritocchi in zone di afflusso che più hanno subito gli effetti del taglio delle ombre. Ma stiamo parlando di tariffe competitive. In generale la riviera romagnola è competitiva sui prezzi a fronte dei servizi”.

Bene il turismo nazionale, ma resta il rebus degli stranieri.
“Dove ci sono limitazioni come il mancato riconoscimento del vaccino Sputnik per i russi, ci potranno essere dei problemi”.

Green pass, test anti-coronavirus e isolamento forzato: ecco le regole dell’estate per il turismo all’estero

Partire per l’estero o rientrare in Italia richiederà quest’anno un’attenzione in più. Prima di raggiungere stazioni o aeroporti, prima ancora di prenotare un viaggio, è fondamentale verificare quali obblighi anti-Covid sono richiesti per poter attraversare i confini, anche solo in transito.

Al momento il mondo è diviso in cinque fasce, per ognuna delle quali ci sono diverse norme da rispettare per viaggiare sicuri. Primo passo: il green pass, il «certificato verde» (cartaceo o digitale) necessario a molti via libera. Dal 1 luglio sarà valido come «EU digital Covid certificate» per viaggiare da e per tutti i Paesi dell’Unione europea e dell’area Schengen. E’ in arrivo, scaricabile qui o attraverso app «Immuni». o «Io». La società che gestisce l’app ha pubblicato, sul proprio profilo Twitter, un video di istruzioni. Nel frattempo l’Italia (dove ad oggi solo la Valle d’Aosta resta in zona gialla e tutte le altre regioni sono «bianche») ha attivato dal 17 giugno scorso la piattaforma nazionale per ottenere la certificazione, che attesta l’avvenuta vaccinazione, o la guarigione da Covid-19, oppure il risultato negativo del test molecolare o antigenico. Dall’avvio del servizio a livello nazionale, sull’app «Io» il cittadino può in due semplici passaggi visualizzare e archiviare su smartphone o tablet il proprio pass: riceverà una notifica sul proprio dispositivo senza fare richieste, né inserire codici o altri dati. E’ sufficiente aver fatto almeno una volta l’accesso con Spid o Cie. L’app mostra il QR code e i dati del certificato, che potrà quindi essere esibito direttamente. Inoltre, cliccando sul pulsante «Dettagli» della stessa schermata, si può leggere il contenuto del certificato e i relativi dati sanitari.

Va detto subito che per Bangladesh, Brasile, India e Sri Lanka il Ministro della Salute ha – alla data di oggi – disposto il divieto di ingresso in Italia per chi vi ha soggiornato o anche solo transitato nei 14 giorni precedenti a quello in cui si vorrebbe tornare nel nostro Paese.

Green Pass, ecco cos’è, come funziona e a che serve:
Ecco, nel dettaglio, tutte le altre restrizioni. Restando molto vicino a casa non sono previste restrizioni per chi, dall’Italia, attraversa i confini di San Marino e della Città del Vaticano. Per chi entra però a San Marino o a Città del Vaticano dall’estero occorre invece naturalmente verificare prima gli obblighi dell’ingresso in Italia.
Sì ai turisti, ma attenti agli obblighi da rispettare
Sempre considerando le disposizioni ad oggi sono consentiti, senza necessità di fornire una motivazione motivazione, i viaggi da e per Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco e Israele. Per quanto riguarda il Regno Unito e l’Irlanda del nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale, e le basi britanniche nell’isola di Cipro) dal 14 maggio scorso è considerato un caso a parte: chi ha soggiornato o anche solo transitato qui nei quattordici giorni precedenti l’arrivo in Italia deve presentare un documento che attesti di essersi sottoposti a test molecolare o antigenico nelle 48 ore precedenti l’arrivo in Italia (rigorosamente con esito negativo). Indipendentemente dall’esito del test deve comunque sottoporsi a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario a casa per 5 giorni, informando il dipartimento di prevenzione della propria Asl: al termine di questo periodo dovrà infine sottoporsi a un nuovo test molecolare o antigenico. I bambini sotto i 6 anni di età non sono obbligati a sottoporsi al test, ma dovranno restare comunque in isolamento.

Certificato in tasca e isolamento per 10 giorni all’arrivo in Italia
Fino almeno al 30 luglio (e se la situazione resta immutata) se nei 14 giorni precedenti il rientro (o l’ingresso, per gli stranieri) in Italia si è soggiornato o anche solo transitato in Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore, Tailandia è obbligatorio compilare il formulario on-line di localizzazione (Digital Passenger Locator Form – dPLF), avere un certificato che attesti il risultato negativo di un test molecolare o antigenico eseguito nelle 72 ore precedenti, informare l’Asl del territorio del proprio ingresso in Italia, restare comunque in isolamento e sorveglianza 10 giorni. Dall’aeroporto si può raggiungere casa esclusivamente con un mezzo privato. Dopo i dieci giorni di quarantena è obbligatorio effettuare un altro tampone.

Chi proviene da Canada, Giappone o Stati Uniti ed è in possesso di un green pass valido può entrare in Italia senza obbligo di test e isolamento: deve però compilare il digital Passenger Locator Form e comunicare la propria presenza all’Asl competente per territorio.

Niente viaggi per turismo
In tutti i Paesi che fanno parte del resto del mondo, non elencati sopra, ingressi e uscite sono permessi solo per lavoro, motivi di salute, studio oppure di assoluta urgenza, o per tornare a casa. Vietato quindi entrare e uscire per turismo.

Spostamenti brevi
Fino al 30 luglio chi rientra in Italia da località estere a una distanza non superiore a 60 chilometri dal luogo di residenza, domicilio o abitazione, e non sè fermato più di 24 ore non è obbligato ad alcun test. Se si viaggia su mezzi propri e non si è rimasti all’estero (sempre entro i 60 chilometri di distanza da casa) oltre le 48 ore non è necessario neppure compilare né il «digital Passenger locator form» né un’autodichiarazione.

Estate 2021, come organizzare le vacanze in era Covid

Attenzione agli imbarchi
Da non dimenticare che sui cosiddetti voli Covid-tested l’imbarco è consentito solo muniti di test antigenico rapido eseguito prima dell’imbarco, o esibendo il risultato negativo di un test molecolare o antigenico effettuato non oltre le 48 ore precedenti all’imbarco. E all’arrivo in Italia, si è nuovamente sottoposti a test in aeroporto.

Il portale «Viaggiare sicuri» del ministero degli Affari Esteri ricorda che «nel caso di mancato imbarco sul volo Covid-tested, per risultato positivo al Covid-19, è previsto, a cura del vettore aereo, il rimborso del biglietto o l’emissione di un voucher di pari importo su richiesta del passeggero, entro quattordici giorni dalla data di effettuazione del recesso e valido per diciotto mesi dall’emissione». La sperimentazione dei voli Covid-tested per il momento è estesa fino al 30 ottobre 2021.

Dite sempre dove siete
Covid o non Covid, soprattutto quando si tratta di viaggi più «avventurosi» è sempre bene dire alla Farnesina dove andiamo e per quanto tempo. E’ sufficiente collegarsi al link del Ministero e in pochi passaggi possiamo comunicare la nostra destinazione. Serve e servirà – anche dopo il Covid – per poterci rintracciare in caso di emergenza.

Sempre sul sito «Viaggiare Sicuri» del ministero occhio alle ultimissime notizie: sulla pagina degli aggiornamenti è possibile trovare, Paese per Paese, eventuali modifiche alle regole finora decise per chi parte, arriva o transita da un confine all’altro, da e per l’Italia, finché il pericolo Covid continuerà a imporre prudenza.

Così può ripartire il turismo

Ci sono le condizioni per la ripresa di un settore cruciale della nostra economia, che in ogni caso è chiamato a un ripensamento della propria offerta per restare competitivo a fronte di una domanda in rapida evoluzione. Non è questione di costi, dato che tanto i capitali, quanto le soluzioni finanziarie non mancano, ma di mutare prospettiva.

Alle spalle un annus horribilis

Il 2020 è passato alla storia come un anno molto negativo per il comparto dell’ospitalità. Dopo un avvio positivo, è scoppiata la pandemia di Covid-19 che ha azzerato le ripartenze fino alla tarda primavera. In estate vi è stata una ripresa, ma la seconda ondata di contagi si è abbattuta sull’autunno e l’inverno. Lo scenario non è cambiato granché nel primo trimestre di quest’anno, con gli arrivi di stranieri crollati del 92% (secondo uno studio di Federalberghi) rispetto allo stesso periodo del 2019.

Una situazione che ha avuto effetti drammatici sugli operatori del settore, i quali tra il 2021 e i primi tre mesi del 2021 hanno perso complessivamente 16 miliardi di fatturato. Ricchezza perduta che significa aziende in crisi, persone che hanno perso il posto di lavoro e difficoltà di andare avanti.

C’è voglia di svago

Di positivo c’è che il peggio sembra essere ormai alle spalle e, complici anche i contributi pubblici alle aziende e alle famiglie in situazioni di disagio, ci sono le condizioni per guardare al futuro con un pizzico di ottimismo.

Si confida sul cosiddetto “revenge travel” il fenomeno per il quale, man mano che si allentano le restrizioni dovute alla pandemia, le persone sono spinte a pianificare prima possibile una vacanza per compensare i lunghi periodi di forzato isolamento casalingo. Possibilmente in una destinazione da sogno… e sicura.

Ci sono le condizioni per la ripresa di un settore cruciale della nostra economia, che in ogni caso è chiamato a un ripensamento della propria offerta per restare competitivo a fronte di una domanda in rapida evoluzione. Non è questione di costi, dato che tanto i capitali, quanto le soluzioni finanziarie non mancano, ma di mutare prospettiva.

Alle spalle un annus horribilis

Il 2020 è passato alla storia come un anno molto negativo per il comparto dell’ospitalità. Dopo un avvio positivo, è scoppiata la pandemia di Covid-19 che ha azzerato le ripartenze fino alla tarda primavera. In estate vi è stata una ripresa, ma la seconda ondata di contagi si è abbattuta sull’autunno e l’inverno. Lo scenario non è cambiato granché nel primo trimestre di quest’anno, con gli arrivi di stranieri crollati del 92% (secondo uno studio di Federalberghi) rispetto allo stesso periodo del 2019.

Una situazione che ha avuto effetti drammatici sugli operatori del settore, i quali tra il 2021 e i primi tre mesi del 2021 hanno perso complessivamente 16 miliardi di fatturato. Ricchezza perduta che significa aziende in crisi, persone che hanno perso il posto di lavoro e difficoltà di andare avanti.

C’è voglia di svago

Di positivo c’è che il peggio sembra essere ormai alle spalle e, complici anche i contributi pubblici alle aziende e alle famiglie in situazioni di disagio, ci sono le condizioni per guardare al futuro con un pizzico di ottimismo.

Si confida sul cosiddetto “revenge travel” il fenomeno per il quale, man mano che si allentano le restrizioni dovute alla pandemia, le persone sono spinte a pianificare prima possibile una vacanza per compensare i lunghi periodi di forzato isolamento casalingo. Possibilmente in una destinazione da sogno… e sicura.

Nuove strategie necessarie

Sarà importante anche investire sulla sicurezza, magari prendendo spunto da alcuni Paesi che hanno implementato protocolli di sicurezza dimostratisi particolarmente efficaci. Certo, nulla sarà come prima: i livelli di presenze registrati fino alla vigilia della crisi si rivedranno non prima del 2023 o 2024 e l’offerta è richiamata a un ripensamento per alzare la qualità del servizio. La leva della digitalizzazione può essere di supporto in tal senso, soprattutto per aiutare le PMI (che sono la stragrande maggioranza delle aziende del settore) a recuperare il gap accumulato nell’ultimo decennio e il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) prevede fondi per 8 miliardi di euro destinati al comparto.

Non è solo questione di soldi, dato che il settore turistico nel nostro Paese presentava problemi strutturali già prima della pandemia. Per usare le parole del dossier curato da Agi e Censis, occorre “un pensiero alto di riprogettazione”, con lo stesso PNRR che può agire da motore del cambiamento.

Occorre migliorare la qualità dell’offerta extralberghiera, superare la stagionalità di alcune destinazioni, agire per rendere le nostre destinazioni attrattive per tutti i popoli e le culture, cercare di far emergere anche le località oggi meno note. Serve, insomma, uno sforzo condiviso tra istituzioni e imprese che guardi alle cose da fare in ottica globale, partendo dal superamento dei colli di bottiglia che riguardano la logistica, via terra, mare e cielo.

Il ruolo delle banche di territorio

In questo scenario va segnalato l’impegno delle banche di credito cooperativo aderenti al Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, che fanno leva sulla storica vicinanza ai territori nei quali operano per offrire una serie di soluzioni mirate alle imprese del settore, in particolare servizi di consulenza e finanziamenti per favorire la ripresa e supportare questa operazione di ripensamento globale dell’offerta.  In evidenza il plafond dedicato al segmento ricettivo con provvista CDP siglato da Iccrea, le soluzioni per valorizzare gli immobili, migliorare la struttura organizzativa delle società, valutare l’entrata delle nuove generazioni in azienda attraverso il graduale passaggio generazionale, valutare strumenti finanziari alternativi al finanziamento bancario, come minibond e consulenza su operazioni straordinarie come acquisizioni e cessioni di aziende o di rami d’azienda. L’elenco potrebbe proseguire con i finanziamenti ad hoc per l’adozione di sistemi di pagamento e di prenotazioni digitali, nonché con l’offerta di leasing e noleggio e per gli interventi di efficientamento energetico.

Iniziative, racchiuse sotto il marchio In Tour – innovative tourism, che puntano a valorizzare le strutture ricettive, migliorare la gestione del business con la digitalizzazione, introdurre soluzioni di pagamento innovative. Rivolgendosi alle BCC, gli operatori e albergatori possono valutare le forme di finanziamento più adatte, anche per operazioni straordinarie, nonché ricevere consulenza per valutare l’impatto ecologico delle strutture e procedere con lavori di efficientamento energetico per ridurre i consumi.

Il Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea riunisce oltre 130 Banche di Credito Cooperativo (BCC) presenti con oltre 2600 sportelli su tutto il territorio nazionale. Da sempre è al fianco delle imprese e delle famiglie.

Messaggio pubblicitario con finalità promozionale del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea. Il catalogo di prodotti e servizi rientranti nell’offerta sul segmento “turismo” sono offerti da Iccrea Banca S.p.A., Capogruppo del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, e proposti/commercializzati dalle Banche di Credito Cooperativo del Gruppo aderenti. Per le condizioni economiche e le principali clausole contrattuali dei prodotti e servizi bancari e di finanziamento pubblicizzati e per quanto non espressamente indicato è necessario fare riferimento ai fogli informativi disponibili sul sito internet www.iccreabanca.it, nonché presso le Filiali ed il sito internet delle Banche di Credito Cooperativo.

Il digitale al servizio del turismo: arriva in Italia Google Destination Insights

Un nuovo strumento che permette di ottenere informazioni utili per esplorare come cambia la domanda turistica nel tempo e monitorare le tendenze di viaggio. Imprenditori, agenzie di viaggio e istituzioni potranno così osservare l’andamento della domanda, per poter prendere decisioni di business e di marketing sulla base di informazioni e insight consultabili in tempo reale. Parliamo di Google Destination Insights, il nuovo strumento gratuito di BigG da oggi disponibile in Italia, che entra a far parte del nuovo Travel Insights with Google, guida che raccoglie informazioni e strumenti utili per raggiungere i viaggiatori, a disposizione di strutture ricettive, operatori del turismo e agenzie di viaggi. Di Travel Insights with Google fa parte anche Hotel Insights, piattaforma che offre informazioni e risorse pensate per aiutare il settore alberghiero a intercettare la domanda turistica potenziale.

Il servizio nasce dalle ricerche di informazioni sui viaggi che ogni giorno milioni di utenti effettuano su Google per cercare informazioni relative ai viaggi, che aiutano a mettere in contatto aziende e clienti ma che allo stesso tempo sono utili per capire l’entusiasmo delle persone quando si tratta dei loro piani di viaggio e vacanza.

Secondo le ricerche effettuate su Google da gennaio ad aprile 2021 si registra un crescente interesse verso le mete turistiche nazionali, che passa da una quota del 55% nel 2019 a una del 79% del 2021. Se si osserva inoltre l’interesse verso le destinazioni locali, da Google Trends si nota come le ricerche di luoghi da visitare “vicino a me” nel 2021 abbiano visto una crescita dell’8% a livello mondiale rispetto al 2019. Considerando la domanda domestica, le regioni che raccolgono maggiore interesse sono la Sicilia, l’Emilia-Romagna e il Veneto. Il Veneto torna inoltre tra le regioni dalle quali proviene maggiormente la domanda, preceduto da Lombardia e Lazio. Le destinazioni più ricercate, invece, rimangono le grandi città, con in testa Roma, Milano e Napoli.

Sono soltanto due esempi che evidenziano come consultando Destination Insights sia possibile osservare qual è la domanda di viaggi nazionale o internazionale, la sua provenienza, e filtrare per analizzare diversi insight in un determinato periodo di tempo, considerando ad esempio l’Italia come paese di origine o di destinazione. Lo strumento offre anche la possibilità di approfondire l’interesse proveniente dall’estero verso le destinazioni italiane, che negli ultimi trenta giorni è spinto dai Paesi Europei vicini, come Germania e Francia; tra i primi 10 paesi dai quali proviene l’interesse di ricerca ci sono anche gli Stati Uniti, mentre gli altri sono al momento europei.

Nel suo impegno indirizzato al mondo del turismo Google dallo scorso anno collabora con imprenditori, istituzioni ed esperti di tutto il mondo per sviluppare le competenze digitali necessarie ad affrontare le sfide future. Da maggio è attiva la una collaborazione con la Commissione Europea per il Turismo per sviluppare le competenze digitali degli operatori turistici europei e, più recentemente è stata annunciata anche la partgnership globale con Unwto, l’Organizzazione Mondiale del Turismo, per supportare la ripresa del settore.

Il colosso del web ha inoltre avviato collaborazioni con le istituzioni culturali e governative per mettere in luce e stimolare i viaggi nei luoghi di interesse culturale: In Italia è attivo in questo ambito dallo scorso anno il progetto Meraviglie d’Italia, realizzato da Google Arts&Culture per ispirare e favorire l’interesse nei confronti dell’Italia e del suo immenso patrimonio culturale.

Boom di turisti stranieri che sognano l’Italia, ma arrivare è ancora troppo difficile

«È ora di prenotare la vostra vacanza in Italia. Non vediamo l’ora di accogliervi», ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi alla riunione del G20 del 4 maggio, durante la quale ha presentato il piano di ripartenza del turismo in Italia, con un green pass cartaceo per chi è immunizzato, negativo ai test o vaccinato. Perdere un’altra stagione, dopo il buco di 53 miliardi di euro dello scorso anno, sarebbe disastroso per un comparto che da solo, senza considerare l’indotto, nel 2019 valeva il 13% del Pil.

Anche Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione Europea, ha dichiarato al New York Times che, considerata l’efficienza della campagna vaccinale negli Stati Uniti, l’Europa aprirà entro l’estate ai nordamericani. La notizia, seppur priva di tempi e modi certi, è stata accolta con entusiasmo da viaggiatori e agenzie, come dimostra l’impennata del 47% di ricerche di voli dagli Stati Uniti per Parigi, Amsterdam e Francoforte, appena ricevuta la notizia. Anche i Paesi europei a forte connotazione turistica hanno reagito positivamente, salvo poi fare i conti con una realtà molto più complessa, con la varietà di singole situazioni tra coprifuoco ancora in corso e vaccinazioni a rilento, mentre ci sono Paesi come Spagna, Grecia e Islanda che già dallo scorso aprile hanno un piano definito da mesi per accogliere i turisti.

«Dobbiamo recuperare il ritardo sui protocolli»

Per un extra europeo, ma anche per gli operatori che organizzano i viaggi, il quadro è tuttora disorientante. Luca Finardi, vice presidente per l’Italia del gruppo di alberghi di lusso Mandarin Oriental, chiede con urgenza un piano di riapertura definito: «Credo che in questo clima d’incertezza l’Italia debba organizzarsi al più presto, dando direttive sul proprio territorio per comunicarle chiaramente ai Paesi anglosassoni e a quelli del Medio Oriente, dove la maggior parte della popolazione è ormai vaccinata». E continua: «Questa azione preventiva può salvare la stagione estiva e quella autunnale. Statunitensi e medio orientali sono i mercati più importanti per molte destinazioni italiane, le isole, le coste, i laghi e le montagne, e soprattutto le città d’arte, che d’estate non godono del turismo di prossimità». La domanda degli albergatori è semplice, come sintetizza Finardi: «Chiediamo di ammettere al più presto nel green pass europeo anche chi proviene dal quei Paesi. Ci sono alcuni voli covid free per vaccinati e tamponati, che all’arrivo non prevedono la quarantena. Ma sono già sono tutti pieni. La nostra proposta è di eliminare la quarantena per chi ha un documento valido di vaccinazione, come faranno Spagna e Francia a partire dai prossimi giorni».

Gli ultra high-net-worth individual (UHNWI), cioè le persone con un patrimonio superiore al milione di dollari, e altri stranieri abbienti sono pronti a prenotare e partire già da giugno. E l’Italia è al primo posto nella loro lista di preferenza. Le ragioni sono intuibili, come ha ribadito un articolo di Travel+Leisure di qualche mese fa, che ha dedicato un numero speciale al nostro Paese, eleggendolo “Destination of the Year”: in un articolo intitolato «Cosa si aspetta un viaggiatore nel 2021?», ha risposto «tutto ciò che da sempre lo attrae: cibo, vino, artigianato, moda, storia, il mare e il dolce far niente». E l’Italia possiede tutte le qualità elencate, compresi alcuni degli hotel più belli del mondo, possiamo aggiungere senza sbagliare.

«In aumento la richiesta di voli privati e ville dove fare smartworking»

I nostri turisti affezionati e più attesi hanno nostalgia di Costiera Amalfitana, Lago di Como, Venezia, Capri, ma sono in attesa di capire regole e protocolli, date e aperture precise. «Ricevo un’infinità di chiamate ogni giorno da persone che non vedono l’ora di partire», dice Erina Pindar, manging director di SmartFlyer, una delle più grandi agenzie di viaggi che operano nel segmento luxury negli Stati Uniti, con clienti sempre alla ricerca delle migliori strutture. «Ovviamente il concetto di “migliore” è molto soggettivo, e il nostro ruolo è interpretarlo – prosegue -. In questo momento è più difficile, perché non capiamo bene quale situazione si trova nei singoli Paesi. I turisti desiderano andare letteralmente ovunque, che oggi vuol dire “dove si può”. Però, la destinazione numero uno per noi resta l’Italia». Già nel 2019 SmartFlyer aveva organizzato viaggi dalle Dolomiti alla Sicilia per 30 milioni di euro. «L’annuncio dell’Unione Europea sull’apertura agli Stati Uniti entro l’estate ha dato una bella spinta alle prenotazioni in Italia, Francia e Spagna – aggiunge Pindar -, ma siamo costretti ad avvertire i nostri clienti che potrebbero cambiare meta all’ultimo momento, valutando Grecia e Croazia, dove invece è consentito l’ingresso a chi è vaccinato».

E scatenando così una concorrenza impietosa tra le Nazioni.

Le iniziative “private” di isole e hotel

In attesa di direttive, rassicurano alcune iniziative locali. Per esempio la campagna vaccini è stata completata a Procida, prima isola Covid-free, e presto anche a Capri e Ischia. E i resort più lussuosi, da nord a sud, si fanno garanti di protocolli e sicurezza, collaborando in prima linea alla ripresa: «Al Mandarin Oriental di Milano e Lago Di Como – sottolinea Finardi – offriamo ampi spazi privati e all’aperto e un servizio di tampone molecolare in camera, con risultato in 24 ore. È un esame attendibile che permette di muoversi nel resto d’Europa e di tornare a casa senza preoccupazioni. Nei nostri alberghi la sicurezza è una priorità. Fiduciosi di una risposta positiva da parte dei Paesi anglosassoni, che rappresentano storicamente i nostri mercati più importanti, il 4 maggio abbiamo riaperto anche i due ristoranti stellati, il Seta a Milano e L’aria sul Lago di Como».

La volontà di riaprire, nel rispetto della situazione sanitaria, è impellente. I turisti sono ai blocchi di partenza. Mancano solo le indicazioni istituzionali definitive a livello nazionale ed europeo. Prima arriveranno, più crescerà la speranza di salvare un’altra stagione incerta.